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:: 22.12.02 ::

I weblog. Definizione e breve storia

I primi blogger, come avviene spesso ai pionieri, non sapevano come chiamare ciò che stavano facendo. Secondo alcuni il "blogging" ha a che fare con la natura stessa di Internet e quindi la sua data di nascita è la stessa della Rete. Quello che si può datare per certo è il nome "web log", coniato solo nel 1997, da Jorn Barger.

Cosa doveva definire questo termine? Una tipologia di sito web che si andava affermando, caratterizzata dall'istantaneità della pubblicazione e dall'estrema soggettività dei contenuti. I blogger, i curatori di questo tipo di siti, pubblicavano per diletto nel proprio tempo libero una sorta di appunti, diari (log) delle proprie navigazioni in rete e in generale delle proprie esperienze quotidiane. Mettevano in comune le proprie conoscenze, più o meno specialistiche, e i propri punti di vista secondo la filosofia della condivisione della conoscenze che accomuna gli entusiasti della rete di tutte le epoche. Tanto che molti ritengono che il primo blog sia il primo sito, quello tenuto da Tim Berners-Lee al CERN di Ginevra quando, all'alba del web, elencava e linkava tutti i siti che iniziavano a prendere vita.

Dal punto di vista strutturale, i weblog si presentano infatti come raccolte di link commentati. Un misto di segnalazioni, pensieri privati, commenti. Un diario di viaggio.

Dal punto di vista stilistico, si stabilisce immediatamente un nuovo genere dotato di una sua cifra. Innanzitutto l'istantaneità, dovuta al fatto che si tratta di commenti al volo, pensieri fissati in un attimo per non farli scappare via, annotazioni da taccuino personale. Poi il tono spensierato e leggero: il blogging costituisce l'attività "semi-seria" di professionisti delle nuove tecnologie che curano il proprio weblog con passione nel tempo libero, dopo una giornata di lavoro impegnativo. Per questo il blog ha uno stile molto familiare, molto personale, non serio, spesso ironico. Pensieri brevi e ironici che spesso diventano dei piccoli capolavori di "microcontent".
Inoltre il blog si presta alla comparazione dei contributi segnalati: più articoli sullo stesso tema sono affiancati e messi a confronto, analizzati, sviscerati. Alla luce di un nuovo fatto un vecchio articolo assume un altro significato; affiancato ad un altro, un intervento si riempie di senso. Il blog diventa così un luogo di approfondimento e di pensiero "altro".
Ed ecco, l'importanza dei weblog sta anche nella sua indipendenza dai media tradizionali. Proprio per la loro dimensione privata, personale, autonoma, stabiliscono la possibilità di instaurare un network di comunicazione parallelo a quello ufficiale, capace di proprie elaborazioni.
Infine, la peculiarità dei blog fa sì che i blogger si riuniscano i comunità, si leggano fra loro, si linkino ovviamente e si chiosino a vicenda. Fa parte del concetto di blog, quindi, anche il senso di appartenenza, di scambio e di condivisione.

Sul piano cronologico, le prime liste di siti (dopo quella personale di Tim Berners-Lee) nascono nel 1993 (NCSA e Netscape iniziano a tenere gli elenchi del "What's New" sul web). Ma è del 1994 il primo proto-blog, nato da un'iniziativa personale. A gennaio infatti Justin Hall lancia la Justin's Home Page che diventerà Links from the Underground.
Da questo momento in poi le raccolte di link personali aumentano. Le cose cambiano nel 1997, quando Dave Winer lancia Scripting News. La sua azienda, Userland, rilascerà Frontier, Manila e Radio Userland, tutti software per la gestione di contenuti e weblog. Con un software ad hoc realizzare un blog diventa un gioco da ragazzi.
Nel dicembre 1997 Jorn Barger conia il termine web log.
Un anno dopo, nel novembre 1998, Cameron Barrett pubblica la prima lista di web log su Camworld, sulla base dell'elenco scritto da Jesse James Garrett, curatore di Infosift, che aveva cercato sul web altri "siti come il mio - weblog puri": erano 23. La lista di Camworld inizia ad arricchirsi grazie alle segnalazioni che man mano arrivano all'autore.
All'inizio del 1999 Peter Merholz lancia l'uso dell'abbreviazione blog dopo aver annunciato che avrebbe pronunciato web log "wee-blog". I curatori dei blog diventano "blogger". Nello stesso periodo la lista di Camworld inizia a segnare il passo: i blog sono troppi perché sia possibile tenerne un elenco.
Brigitte Eaton avvia il primo portale dedicato ai blog, Eatonweb Portal. Per decidere se un sito può essere considerato o no un weblog, adotta un criterio assoluto: che consista di inserimenti contrassegnati dalla data. Questa definizione minimalista inizia a prevalere.

A luglio del 1999 Pitas lancia il primo web tool gratuito per la creazione di blog personali. Con questo tipo di strumento, chiunque può creare e gestire il proprio blog tramite una semplice interfaccia web, senza necessità di scrivere codice e neanche di saperne di grafica web. Un mese dopo Pyra rilascia Blogger, che diventa lo strumento web based più popolare per la creazione di blog fino ad oggi (oggi gli iscritti sono oltre cinquecentomila, ed è nata una versione professional a pagamento). L'esistenza di uno strumento gratuito come Blogger fa sì che il fenomeno blogging esploda tra gli utenti internet. Entro la fine del 1999 escono altri fornitori di servizi analoghi, sempre gratuiti.

Nell'estate del 2000 il fenomeno blog sbarca in Italia grazie ad un’avanguardia di webdesigners modenesi, tra cui Antonio Cavedoni (Blogorroico) e Frederic Argazzi.
Ad oggi i blog italiani si contano a migliaia. Tra i più celebri blog personali quelli curati da Claudio Sabelli Fioretti, ex direttore di Cuore, Luca Sofri (Wittgenstein); accanto a questi, molto seguiti anche i blog collettivi (più complessi) come Il Barbiere della Sera o Rekombinant.


:: sandra 12/22/2002 12:09:00 AM :: permalink
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