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:: 8.6.03 ::

Audiweb pronto al decollo. Un sistema inefficiente, ma necessario per far girare i soldi intorno ad Internet

Erano sei anni che ci provavano, e finalmente sono riusciti a lanciarlo. E' Audiweb, il sistema "ufficiale" di rilevazione del traffico della rete italiana, Audiweb creato ad immagine e somiglianza di Auditel, Audipress e Audiradio.
Singolare vedere il decollo di un sistema di questo stampo proprio nel momento in cui più forti sono le polemiche del mondo dei media nei confronti dell'Auditel. Condannato per la sua mancata rappresentatività, per l'assenza di controllo sui dati, per il fatto di monitorare solo quel segmento di popolazione che attrae i pubblicitari e che non rappresenta l'intelligenza dei fruitori più critici.
Eppure di Audiweb, così come di Auditel, c'è un bisogno assoluto: i pubblicitari devono far riferimento a qualche dato per poter dare delle tariffe, le imprese che investono in pubblicità devono credere in qualche ritorno, gli editori devono poter esibire statistiche "oggettive" sulla fruizione. E così, nessuno ci crede ma tutti fanno finta di crederci.
E' nato sotto queste insegne Audiweb, presentato a Milano ai primi di maggio dal presidente Felice Lioy.
Come i suoi omologhi relativi agli altri media, Audiweb è un ente di coordinamento che riunisce tutte le principali associazioni professionali interessate a disporre di dati di riferimento, quei dati che sono necessari per far decollare il mercato della pubblicità. In questo caso si tratta dell'UPA (che riunisce le aziende inserzioniste che acquistano gli spazi pubblicitari), AssoComunicazione per le agenzie, Fedoweb per gli editori (la Federazione operatori web, che riunisce i principali portali italiani, tra cui Yahoo, Virgilio, Rai e Mediaset) e Acp Online, l'associazione delle concessionarie di pubblicità online.
Di Audiweb si parla in realtà fin dal 1997, ma fino ad oggi, nella selva di metodologie di rilevazione del traffico eterogenee e discordanti, non ci si era riusciti ad accordare su uno standard unico. La natura interattiva di Internet rende poco plausibile replicare i metodi tradizionali di misurazione dell'audience. Alla fine, dopo sei anni, si è deciso di partire con un sistema imperfetto (sic), ma sicuramente necessario e comunque perfettibile in futuro: è proprio così che lo hanno presentato i suoi fautori.
La soluzione si appoggia agli attuali standard "de facto", ovvero le metodologie adottate da Nielsen//Netratings ed alcune altre aziende leader nel settore, che sono state quindi arruolate come partner di Audiweb.
Due le tipologie di dati richieste da Audiweb. La prima è la verifica quantitativa del numero di utenti e contatti di ogni pagina web. Questi dati saranno forniti ad Audiweb da RedSheriff, ABC e Netratings; Audiweb si limiterà a distribuire i diversi risultati mettendo in evidenza ciascuna delle metodologie di rilevamento utilizzate.
La seconda tipologia di dati di cui Audiweb (come Auditel) ha bisogno riguarda la segmentazione dei target di ogni particolare contenuto web. Qual'è l'età media, il grado di scolarità, la localizzazione geografica, il livello socioeconomico dei miei utenti? Per ottenere questo tipo di dati, che risulta fondamentale per i pubblicitari, è necessario monitorare la fruizione da parte di un campione di utenti, scelto in modo da essere rappresentativo della popolazione complessiva.
Anche per questo tipo di dati Audiweb sfrutterà la competenza di Nielsen//NetRatings, che dispone di un panel costituito da circa 6000 utenti, ciascuno dotato di un apposito “contatore” installato sul proprio computer. Un sistema che ricalca esattamente il meter di Auditel. Ci sarà da verificare in futuro l'effettiva rappresentatività del campione, e l'effettivo monitoraggio anche dei minuti di navigazione "offline", e di tutto ciò che non è standard: newsgroups, mailing lists, circuiti peer to peer ecc.
In pratica comuqnue Audiweb non fa che rendere "ufficiali" dati già largamente utilizzati sul mercato. Ci mette sopra il suo timbro, sperando così di dare nuova linfa al mercato pubblicitario su Internet, e quindi ad Internet nel suo complesso.
Facendo finta di ignorare tutti i sistemi di alterazione del traffico (applet che fanno caricare le pagine più e più volte senza che gli utenti se ne accorgano, splah pages che costringono ad aumentare il numero di pagine viste e sistemi analoghi) che gli editori mettono in piedi per aumentare le proprie quotazioni. Quando avremo un sistema serio di rilevazione della qualità che ci permetterà di fare il nostro lavoro coscienziosamente e magari essere anche ricompensati in base a questo?

:: sandra 6/08/2003 01:43:00 PM :: permalink
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