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:: 16.7.03 ::

Tecnologie e contenuti, l'eterno dilemma dell'uovo e la gallina. Accade per la banda larga

Per quanto innovativa o geniale possa essere, una tecnologia non è nulla senza una dotazione di contenuti o servizi che la rendano significativa per il pubblico. E' per questo che il workshop tenutosi ieri a Bruxelles su iniziativa della Commissione Europea, teso a stimolare lo sviluppo della banda larga in Europa, era intitolato "Broadband Content Workshop", contenuti per la banda larga.
La realtà è che il mercato europeo della banda larga stenta ancora a decollare. Per quanto tutti ne continuino a cantare le lodi e a premonire l'esplosione, la banda larga non ha ancora raggiunto quella massa critica di utenti sufficiente a fargli prendere il volo. Il problema è quello dell'uovo e della gallina: non si può finanziare la produzione di contenuti e servizi fino a che la piattaforma non è pienamente operativa, ma lo sviluppo dell'infrastruttura dipende dalla disponibilità di finanziamenti, che non arrivano se mancano contenuti e dei servizi.

La Commissione Europea - nella persona dell'attivissimo commissario finlandese Erkki Liikanen, responsabile della Direzione Generale Imprese e Società dell'Informazione - fa del suo meglio per incentivare lo sviluppo di questo settore con il piano d'azione eEurope 2005, interamente dedicato a promuovere la creazione di una infrastruttura tecnologica a banda larga ampiamente accessibile in tutta Europa, che offra servizi, applicazioni e contenuti.
E la raccomandazione di Liikanen è che tutti gli stati membri si dotino di strategie pubbliche per la banda larga entro la fine del 2003. Non solo in quanto soggetti legislatori, ma anche in quanto produttori di contenuti, tramite le proprie imprese audiovisive di servizio pubblico. E la Rai che fa?

Ragione vorrebbe che desse impeto ai suoi rami multimediali. Effettivamente Rai Click, Rai Net e le stesse Teche Rai sembrano lavorare soprattutto in vista della banda larga e della possibilità di offrire fiction, partite e news su telefonini e palmari. Ma da ormai due anni sia Rai Net che Rai Click sembrano detenuti in attesa di giudizio. Tra continue riduzioni di budget, tagli di personale e minacce di chiusura, gli scenari entusiasti dei sostenitori della banda larga sembrano molto lontani.

:: sandra 7/16/2003 06:32:00 PM :: permalink
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:: 15.7.03 ::
Un centro digitale a Milano voluto da MBAC, Comune, Provincia e Regione con il contributo di alcuni sponsor. E' vera innovazione?

E' stata inaugurata da un mese esatto la nuova iniziativa tecnologica del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Annunciata come il primo esperimento italiano di una "biblioteca senza libri", dove recarsi per consultare esclusivamente banche dati interattive, la Mediateca di Santa Teresa è la sezione digitale della storica Biblioteca Nazionale Braidense di via Brera. Fino a ieri ad accesso gratuito, da oggi per entrare alla mediateca si paga. Per la precisione, 2 euro all'ora.

L'insolita e molto scenografica sede della mediateca è la chiesa barocca di Santa Teresa, in via Moscova a Milano, nel quartiere di Brera. La chiesa (sconsacrata) è di proprietà del comune fin dal 1974 e fino ad oggi era rimasta inutilizzata. Così, è stata completamente ristrutturata per ospitare, su tre piani, 120 postazioni informatiche, tutte collegate in una rete locale ad alta velocità e alimentate da server specializzati per la ricerca e la distribuzione di immagini. Uno sforzo tecnologico notevole, reso possibile dal contributo dello sponsor tecnologico, Alcatel, che ha fornito hardware, connettività e le competenze per l'integrazione sistemistica.

La Mediateca, nelle parole dei suoi promotori, si pone al livello dei più avanzati centri europei ed internazionali. L'obiettivo è quello di farla diventare un luogo di consultazione e di aggiornamento frequentato abitualmente dai cosiddetti "knowledge workers", i lavoratori cognitivi, che hanno costantemente bisogno di accedere al sapere disponibile in rete e ai titoli multimediali dell'editoria elettronica. Titoli e cataloghi non sempre disponibili dalle postazioni private dei singoli e delle imprese. Per esempio dalle 4 postazioni "Rai" della mediateca si accede all'enorme archivio multimediale della TV di Stato, grazie alla partnership siglata con RaiTeche. Altri fondi multimediali della biblioteca braidense sono accessibili nella rete della mediateca. Resta da vedere se qualcuno dei lavoratori cognitivi riterrà opportuno lasciare la propria sede e la propria attrezzatura informatica per effettuare ricerche a Santa Teresa. Tutto dipenderà anche dalla possibilità e facilità di memorizzazione dei documenti trovati su propri supporti per farne un utilizzo successivo. C'è da pensare che con un semplice disco fisso USB di quelli che si stanno diffondendo dovrebbe essere molto semplice andare a cercare le immagini o i video che si vogliono e portarseli tranquillamente via. Purché non si sollevino a questo punto questioni di copyright.

Il dubbio, insomma, non riguarda solamente la mediateca di Brera ma più in genere quale possa essere il ruolo della biblioteca nel mondo digitale. Se la biblioteca è intesa come un luogo di consultazione e di studio (e non di appropriazione, rimaneggiamento, ridiffusione) che senso ha che i promotori individuino il proprio pubblico nei "knowledge workers"? Se invece il pubblico della biblioteca non è un pubblico di studiosi e ricercatori ma di reali "lavoratori cognitivi", allora bisogna aspettarsi che la loro esigenza sarà quella non soltanto di fruire in isolamento dei contenuti multimediali delle varie biblioteche digitali, ma anche di copiarli, riprodurli, trarne degli estratti e manipolarli creativamente, ridiffonderli in rete. Solo se la mediateca saprà diventare un vero e proprio laboratorio creativo potremo parlare di una profonda trasformazione del sapere grazie all'uso dei mezzi digitali.

Per saperne di più:
Il sito della Mediateca: www.mediabrera.it

:: sandra 7/15/2003 01:59:00 PM :: permalink
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