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:: 8.8.03 ::

Information Architecture, un luogo di incontro per i professionisti

Ristrutturato graficamente e nei contenuti, il sito Information Architecture di Laura Caprio, Beatrice Ghiglione e Luigi Moar sta diventando sempre più una miniera di risorse utili.
Non solo per la sezione di news, ma anche e soprattutto per il bagaglio di approfondimenti sulla professione dell'Information Architect, una vera e propria cassetta degli attrezzi messa a disposizione dei professionisti stagionati e dei nuovi arrivi: strumenti (come il vocabolario visuale di Jessie James Garrett), metodi (come la "classificazione a faccette"), approfondimenti sulle fasi della progettazione, interviste ai guru internazionali (ovviamente Rosenfeld, Morville, Veen), rubriche proposte dagli autori sulle riviste di settore, segnalazione dei corsi di formazione esistenti e una rassegna delle risorse online.

Un sito del genere fa bene alla professione perché prepara la strada ad un riconoscimento "ufficiale" del ruolo dell'architetto dell'informazione.
Come accadeva al semiologo degli sessanta, oggi l'architetto dell'informazione stenta a far capire il proprio ruolo, non solo ad amici e familiari, ma spesso anche agli stessi colleghi o agli esperti del settore.
La consacrazione di una professione ha bisogno di tempo, ma anche di azioni concrete, come può essere la creazione di riviste dedicate - e oggi, ancor meglio, di siti web, newsletter e comunità online. Per proseguire in questa direzione servirà presto - è secondo noi il prossimo passo - la fondazione di un'associazione di professionisti. Solo per questa strada arriveremo ad un punto in cui nelle università esisteranno cattedre di Architettura dell'Informazione e perché no un giorno anche dipartimenti e corsi di laurea dedicati.

:: sandra 8/08/2003 01:13:00 PM :: permalink
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:: 5.8.03 ::
La novità nel web design? Il web semantico

Bella la risposta che dà Jeff Veen su HotWiredStyle, la rubrica che tiene sul sito di Webegg. La domanda è quali siano i cambiamenti più significativi del web design dal 1994 ad oggi. La risposta di Veen può essere riassunta in tre punti:
- la maggiore sensibilità alle problematiche di usabilità con la conduzione di test e interviste prima di lanciare i prodotti
- certa sperimentazione in Flash ("mi sorprende quello che realizzano i ragazzini in Flash in questi tempi")
- la strutturazione di alcuni blog che adottano gli RSS per portare la semantica sul web.
A parte il secondo punto, gli altri due sembrerebbero aver poco a che fare con il web design come ancora viene spesso inteso dalle nostre parti - cioè "disegni sul web".
Fare beta test e interviste agli utenti per ottimizzare l'usabilità di un sito significa produrre un migliore web design, perché porta con sé una progettazione più attenta alle esigenze dell'utente finale, che poi è la missione fondamentale della progettazione in tutte le sue forme.
Ma il più interessante è il terzo punto, che richiama il web semantico. Cosa c'entra con la progettazione?
C'entra, perché la novità del web semantico è la ricerca di una strutturazione profonda dei contenuti, che poi sono il fulcro di tutto ciò che ruota sul web (ben più delle interfacce che permettono di fruirli, e quindi dovrebbero puntare a non farsi notare più di tanto).
Strutturare i contenuti che si pubblicano, etichettandoli per quello che sono (il web semantico non è altro che questo), permette di mettere ordine nel caos.
Significa offrire un servizio migliore all'utente perché gli si permette di trovare con più facilità ciò che cerca e, con l'aiuto di agenti informatici intelligenti, di accostarlo agli altri contenuti simili presenti altrove sul web, in modo da poter poi operare confronti e elaborazioni personali.
L'adozione di RSS nei blog e nei siti di news, il sistema cui fa riferimento Veen, non è altro che l'applicazione di una sintassi basata su XML che mette in grado gli agenti automatici di "capire" di cosa si parla nel mio sito questa settimana, ed alimentare così un flusso pubblicato altrove. Ovviamente l'agente è intelligente in senso lato. Quello che fa è leggere una griglia di metadati, invisibile all'utente finale ma messa lì dal progettista che ama l'eleganza dei contenuti strutturati.
Questi metadati, scritti secondo una sintassi universale (cosiddetta RDF), in pratica permettono all'agente di collocare ogni contenuto nella giusta casella: lo sport con lo sport, i fiori con i fiori, i libri con i libri.
Così, una news di un blog può essere archiviata, associata ad altre news, distribuita e resa accessibile molto di più di quanto non accadrebbe se il web restasse allo stato attuale, non semantico.
Per il progettista è un sacco di lavoro in più. Ma quale eleganza!

:: sandra 8/05/2003 04:28:00 PM :: permalink
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