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:: 3.9.03 ::

Elogio dell’ozio (e della disconnessione)

Ebbene si’, lo confesso: dal punto di vista telematico (come anche i lettori di Pretesti avranno potuto notare) nel mese di agosto non ho fatto assolutamente nulla. E neppure me ne pento. Infatti, dopo congruo numero di anni di connessione continua, ho deciso di disconnettermi davvero per un po’ (per l’esattezza tre settimane: senza email, senza web, senza neppure il pc). Inizialmente, ho sofferto di crisi di astinenza: la mia mano cercava a vuoto, davanti a me, il tasto di accesso rapido a Eudora. E di notte, avevo anche brevi incubi: sognavo lo spam che avrebbe invaso la mia mail nell’assenza, gli inevitabili virus connessi, le newsletter non scaricate che piano piano avrebbero intasato con l’oblio la casella, rendendomi impossibile la ricezione di fondamentali missive di lavoro…

Ma dopo un paio di giorni, magicamente, la mia coscienza si e’ acquietata: a non accendere il pc ogni mattina non mi sentivo piu’ in colpa. Anzi provavo una strana leggerezza, una sorta di euforia. Piu’ mi inoltravo nella mia vacanza disconnessa, meno avvertivo l’esigenza di sapere cosa stesse succedendo sui siti che normalmente frequento, e sul web in generale: il cielo si faceva piu’ limpido, e la mente piu’ sgombra. Perche’ e’ questo, che mi ha colpito: il silenzio telematico mi ha concesso di nuovo il privilegio di pensare. Con calma, con pigrizia, come non facevo da tempo immemorabile.

Ammetto che, nella prima parte della mia vacanza, ho riempito questo vuoto di tecnologia con un compulsivo girovagare per il Parco del Pollino: in auto tra paesetti, a piedi verso gli altopiani e le cime del gruppo. Ho capito pero’ di essere sulla buona strada dell’ozio totale quando, arrivata dopo memorabile scarpinata ai Piani del Pollino, e raggiunga la grossa radice di un pino loricato sulla quale sedermi, non ho pensato ne’ a scrivere qualcosa ne’ a comunicare con qualcuno digitalmente: mi sono semplicemente riposata, beandomi dell’aria e della vista eccezionale, e ho mangiato un pacchetto di biscotti.

Ma il vero capolavoro e’ arrivato nella seconda parte della vacanza: una settimana di assoluto nulla. Colazioni pigre in giardino, in campagna. Giochi con i bimbi in casa e fuori. Chiacchiere. Pensieri. Senza filtri, e senza altri ritmi che non fossero quelli del cuore. Niente produzione di file on-demand. Niente mail a cui rispondere prestissimo-anzi-subito-anzi-ormai-e’-tardi. La serenita’ di un mondo che abbiamo quasi dimenticato (noi web worker, ma immagino non solo noi…).

Insomma, ho un po’ scherzato, ma intendo dire una cosa seria: ci sono ritmi, diversi da quelli del lavoro ossessivo e ininterrotto, a cui non dobbiamo rinunciare. Certo mediando, visto che non si puo’ restare in vacanza per 365 giorni l’anno: ma e’ importante ritrovare isole di tempo disconnesse anche quando la tecnologia e i suoi ritmi feroci incombono su di noi.

E in omaggio a questo piccolo principio, rientrata in citta’ ho deciso di non accendere piu’ il pc per controllare la posta appena sveglia: in fondo, per farlo c’e’ un’intera giornata di lavoro… al posto dei file, marmellata per una colazione serena e pensieri, riflessioni, magari sogni. Nel corso della giornata, saranno proprio loro a rendere piu’ ricco e gratificante anche il lavoro.

:: chiara 9/03/2003 03:20:00 PM :: permalink
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:: 2.9.03 ::
Trovati nella rete: Fight the fog, sul sito dell'UE dal 1998

Una curiosità trovata online: il minisito Fight the Fog, a cura del servizio traduzioni della Commissione Europea. Creato nel 1998 e aggiornato l'ultima volta circa un anno fa, il sito con ironia si pone l'obiettivo di combattere il linguaggio burocratico dei funzionari. Una campagna semiseria condotta per "attrarre l'attenzione sui pericoli della nebbia: quella vaga foschia grigia che cala sui documenti dell'Unione Europea, confondendo i significati e i messaggi, causando perdite di tempo e irritazione".
Tra i numerosi contenuti messi online dal curatore, Timothy Martin, anche il testo della canzone scelta come colonna sonora della campagna ("Clarity"), un minicorso online e alcuni cattivi esempi tratti dalla carta stampata.

:: sandra 9/02/2003 06:25:00 PM :: permalink
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