:: Pretesti ::

:: Appunti su tecnologie, società, comunicazione creativa :: home :: perche' pretesti :: archivio :: contattaci ::
[::..feed site..::]
atom
[::..categorie..::]
:: disservizi [>]
:: meditazione [>]
:: usability [>]
[::..link amici..::]
:: inform-arch [>]
:: trovabile [>]
:: idearium [>]
:: megachip [>]
:: indymedia [>]
:: ied com [>]
:: articolo 21 [>]
:: rekombinant [>]
:: blog mds [>]
:: resmini.net [>]
:: diodati.org [>]

:: 9.2.04 ::

Content management: quando ha senso l'Open Source?
Quale sara' il sistema di content management ideale per me? Sono sicura che esista, ma scovarlo e' un bel problema. Personalmente, la mia tentazione e' sempre di farmelo fare su misura. Preferisco pagare un programmatore o una azienda di software che possa ascoltare le mie esigenze (e in genere io ho un sacco di cose da dire) - e costruirmi il mio sistema come lo voglio io, magari sulla base di materiale gia' esistente, collaudato e condiviso nella comunita' open source. Il codice così sara' mio, e potrò guardarci dentro e farmelo modificare e riassestare ogni volta che voglio in base alle nuove esigenze che emergono - e ne emergono di continuo! O meglio ancora, il codice sarà libero e aperto a tutti, open source appunto; questo caso e' preferibile perché significa che il mio codice in realta' non e' stato fatto solo per me, ma deriva dalla comunita' open source, che con i CMS ci smanetta da un bel po' e quindi avra' gia' fatto tesoro di svariate esperienze di implementazione. Molto meglio, a mio parere, che perdere un sacco di tempo per cercare un pacchetto che quasi sicuramente non rispondera' alla mia prossima esigenza, sul quale dovro' versare lacrime e sudore ed escogitare trucchetti che mi permettano di fare quello che desidero.
Ma perche' allora i pacchetti commerciali vanno tanto di moda?
Ho seguito una conferenza interessante su questi argomenti lo scorso dicembre a Londra. Era tenuta da Tony Byrne, il fondatore di CMSwatch.com, all'interno della fiera-convegno Online Information 2003, e il titolo era "When does open-source content management software make sense?". Riassumendo le conclusioni, ha senso scegliere un sistema open source se...
- hai a disposizione programmatori di ottimo livello, in grado di configurare il sistema a seconda dei tuoi bisogni; considera che avranno a che fare normalmente con sistema dall'usabilita' molto bassa. Questo requisito e' facile da soddisfare, basta fare un contratto quadro con una societa' o un programmatore che resti cosi' "a tua disposizione".
- hai esigenze speciali che non possono probabilmente essere soddisfatte da un pacchetto "chiuso". Questo secondo requisito e' quello che mi fa personalmente propendere sempre per l'open source: per me un sito ben fatto ha sempre esigenze di content management particolari
- gestisci piu' di un sito/portale (per esempio il sito web, la intranet, le extranet) con contenuti strutturati che vorresti riutilizzare in piu' situazioni. E chi non vorrebbe?
- per qualche motivo, hai una predisposizione "ideologica" nei confronti del free speech. Questo non vale soltanto per i "fricchettoni" della rete o per soggetti politicamente attivi; vale anche per tutti quei soggetti che hanno tra i propri scopi istituzionali la promozione della ricerca locale piuttosto che il contribuire a rimpinguare le tasche di qualche multinazionale (quasi sempre americana).
I pro mi convincono molto. Ma attenzione, ci sono anche alcuni contro da non trascurare. Sempre secondo Byrne, e' meglio lasciar perdere se...
- il tuo obiettivo e' semplicemente spendere meno: in alcuni casi esistono pacchetti pronti a basso costo. Credo che questo sia il caso solo quando hai esigenze abbastanza articolate ma allo stesso tempo molto standardizzate, come accade nel caso di certi software gestionali o per l'e-commerce. Una buona spia puo' essere data dal fatto che tutti i tuoi competitor usino un certo prodotto - ma che io sappia non e' una situazione molto diffusa nell'ambito del content management, dove standard reali devono ancora emergere.
- se vuoi che tutto vada avanti in modo semplice e veloce, quindi non vuoi dedicare le tue energie alla personalizzazione (ma secondo me questo e' sempre un errore, come ho gia' detto)
- se hai dei vincoli che impediranno a te (o alla societa' con cui hai un contratto quadro) di restituire cio' che sviluppi alla comunita' open source. In questo caso, i tuoi sviluppi non potranno essere integrati nelle nuove release dei pacchetti che hai usato come base. Questo secondo me puo' restare un problema del programmatore o della societa' di software cui hai appaltato il lavoro, se assumiamo che non e' la tua societa' direttamente a sviluppare il sistema.
- vero problema: se hai esigenze di integrazione dei sistema di web content management con sistemi di content management o altri database presistenti e residenti su una piattaforma commerciale. In quel caso puo' essere effettivamente molto piu' rapido e indolore usare la stessa piattaforma anche per il web.
- e infine, altro punto da non trascurare se sei in un'organizzazione ampia o con un alto turn-over del personale: se hai bisogno di manualistica precisa e ben fatta. Il sistema costruito ad hoc o prelevato dal mondo open source raramente potra' avere a corredo manuali di istruzioni di livello professionale.

:: sandra 2/09/2004 01:35:00 PM :: permalink
...

Pretesti 2002-2008. Tutti i testi di questo blog sono rilasciati sotto Creative Commons License
Registrazione Tribunale Civile di Roma n. 398 del 12/07/2002
This page is powered by Blogger. Isn't yours?