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:: 18.6.04 ::

Il signore con la mollettona sull’orecchio
No, non sono impazzita: ma stamattina vedendo il solito assatanato con l’auricolare che gli mordeva il lobo dell’orecchio (bella, la tecnologia senza fili), ho pensato a un futuro di possibili orrori.

Gia’ (quasi) tutti siamo sempre interconnesi: tra di noi (telefono, videotelefono, sms, mms), in rete (wap, i-mode, internet sul cellulare), ai luoghi di lavoro. Ci sono solo blande difese ancora in opera, sospese a esigenze tecnologiche che restano parzialmente da risolvere (o solo da rendere abbordabili per i consumatori): ma bastera’ un paio di occhiali – o qualunque cosa di simile – con schermo incorporato per lanciarci definitivamente nel mondo dell’always-on-line. Cosi’, ce ne andremo in giro ognuno attaccato al suo pc; qualcuno magari anche con il pc addosso. Non smetteremo mai di lavorare, di pensare, di produrre, di interagire: e quando torneremo a casa, a qualunque ora, ci sara’ ad aspettarci il nostro programma preferito, opportunamente reso disponibile dalla tv digitale. Non avremo piu’ scuse possibili, tutto potra’ essere immagazzinato, digitalizzato, catalogato, pronto al nostro desiderio di conoscenza. Ma ne avremo ancora voglia, di conoscere? Ci restera’ qualche curiosita’, qualche scampolo di “non archiviato” da esplorare?

Le macchine – si dice – ci renderanno la vita piu’ semplice: ad esempio il web semantico, che ci evitera’ di dover spalare tra migliaia di pagine di risultati da un motore di ricerca, ottenendo invece subito risposte congrue alle nostre domande. Agenti intelligenti prenoteranno per noi biglietti di aerei e di treni, ci fisseranno l’appuntamento di controllo con il nostro medico, ci terranno aggiornati sulla case in vendita nella zona in cui ci vorremo trasferire. E nel frattempo, noi saremo probabilmente connessi a fare qualche altra cosa: lavoro collaborativo online, riunioni al di la’ dello spazio e forse anche del tempo. Il tempo: ecco cosa ci manca. Avremo ogni sorta di ammennicoli a nostra disposizione per supportare le piu’ fantasiose esigenze produttive, dagli infodomestici alle estensioni “connesse” del nostro corpo (e la mollettona all’orecchio di stamattina sembrera’ un reperto archeoindustriale). Ma chi inventera’ per noi dell’altro tempo? Tempo per poter riuscire a vedere tutto il digitalizzato, per leggere tutto lo scannerizzato, per capire tutto l’archiviato e il documentato: tempo per noi, tempo banalmente umano. C’e’, nel nostro futuro, una macchina che ci regali il tempo?!

:: chiara 6/18/2004 02:13:00 PM :: permalink
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