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:: 12.2.07 ::

Usabilità web: una declinazione dell'amorevole gentilezza
Ho sempre ritenuto “Don't make me think”di Steve Krug uno dei migliori libri finora scritti sull'usabilità web. E quando ho scoperto il titolo di uno dei tre nuovi capitoli della seconda edizione, “Usabilità come normale cortesia”, me ne sono convinta ancora di più.

Krug, i cui testi sono sempre ricchi di aneddoti divertenti ma molto esemplificativi, racconta per aprire questo capitolo di una volta in cui, in ansia per l'annunciato sciopero di una compagnia aerea, non ha trovato sul sito della compagnia alcuna traccia di esso: anzi da nessuna parte veniva mai riportata la parola “sciopero”. Un chiaro caso di totale disattenzione verso l'utente e verso i suoi reali bisogni informativi: il contrario della “cortesia”, appunto. Mi è venuto allora da pensare, illuminata da Krug (come mai questo tipo di illuminazioni non vengono mai leggendo Jakob Nielsen?!), che usabilità e accessibilità web altro non sono che una declinazione del concetto di amorevole gentilezza (che un po' meno significativamente a volte viene intesa come “compassione”). Alla base dell'atteggiamento di amorevole gentilezza verso gli altri, c'è la consapevolezza che tutti – anche il nostro peggiore nemico – hanno qualcosa che li accomuna: tutti, noi inclusi naturalmente, desiderano evitare la sofferenza. Tutti vogliono essere liberati dal disagio, tutti aspirano alla felicità. Ecco, sul web accorgersi di quello che davvero serve all'utente – e questo investe sia il tema dell'usabilità sia quello dell'accessibilità – è volerlo liberare da inutili “sofferenze” (o punti interrogativi, per dirla alla Krug), e condurlo verso la felicità: la piccola felicità di fargli davvero trovare ciò che sta cercando in quel momento, nella sua interazione con il sito.

Insomma, l'usabilità è fare zen sul web :-)

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:: chiara 2/12/2007 11:54:00 AM :: permalink
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